lunedì 24 maggio 2010

Gli scienziati in tutto favorevoli al nucleare

scienziati Qualche settimana fa ha fatto notizia la lettera di 72 firme (famose) a sostegno del nucleare e rivolta al segretario Bersani del Partito Democratico.
La lettera espone un concetto non criticabile, ma secondo me arrivando ad una conclusione sbagliata: "Occorre evitare che nel PD prenda piede uno spirito antiscientifico, un atteggiamento elitario e snobistico che isolerebbe l'Italia dalle frontiere dell'innovazione. Ti chiediamo di prendere atto che il nucleare non è di sinistra né di destra". Le firme più note sono di Margherita Hack, Umberto Veronesi, Giovanni Bignami, Massimo Locicero, Aldo Amoretti, Fabrizio Rondolino, Franco Debenedetti, Tiziano Treu, Andrea Margheri, Pietro Ichino, Enrico Morando, Umberto Minopoli e Chicco Testa.
A volere dare rilevanza alla notizia e alla lettera è proprio l'autorevolezza evidenziata delle firme che finiscono per dare un aria elitaria all'iniziativa. Iniziativa di poco senso visto che la posizione del PD sull'argomento è da tempo una delle poche certezze del partito.
Un conto è l'apertura alla ricerca scientifica che abbia lo scopo di trovare migliori soluzioni anche in ambito nucleare, altro discorso è sostenere scelte energetiche inquinanti e pericolose che guardano al passato.
Questo drappello di "illuminati" cita perfino Obama che ha consentito la costruzione di due nuovi reattori nucleari. Peccato che si faccia riferimento a situazioni ben diverse: Obama ha accettato pur di poter continuare sulla strada della green economy, così come ha dovuto accettare delle concessioni restrittive pur di portare a casa la riforma sanitaria.
La risposta immediata di Bersani conferma la linea già nota del PD: "Il nostro no alla proposta del governo sul nucleare non ha assolutamente niente di ideologico. Noi contestiamo le velleità di un piano che non si occupa di alcuni argomenti centrali come la dipendenza tecnologica, le condizioni di sicurezza, la gestione degli esiti del vecchio nucleare, il decomissioning, le scorie, che mette le procedure di delocalizzazione su un binario complicato e assolutamente incerto e non affronta in maniera adeguata il problema dei costi".
La trovata molto propagandistica e frutto di applicazione delle teorie del marketing mettendo in calce firme illustri per dare valore al contenuto, la trovo molto poco seria, ancor più se è un'iniziativa di esponenti che dovrebbero essere al corrente di decisioni chiare. Mi pare inutile e dannoso porre la questione scienziati pro scienza applicata a tutti i costi contro scelte ragionate e nessuna preclusione a ricerca scientifica.
L'iniziativa è palesemente politica e non è casuale che alcuni di questi nomi siano politici a tutti gli effetti (Veronesi, Hack, Testa).
Ridicolo, ma efficace, continuare con l'associazione di idee "esperti in quanto illustri". Si può essere illustri nel proprio campo specifico e ignorare le problematiche sugli altri campi. Non credo che scienziati illustri dell'informatica interverrebbero sulla chirurgia oncologica o sull'astrofisica, Veronesi e Hack invece si prendono la libertà di mettersi sullo stesso piano di Rubbia sul nucleare.
Chi come Rifkin affronta le problematiche energetiche, lo fa sempre e comunque dal punto di vista della propria esperienza, in questo caso dal punto di vista economico. Mi aspetterei che anche "illustri" di altri campi lo facciano senza banalizzare il tutto in un "siamo tutti scienziati e parliamo di tutto".

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