giovedì 20 maggio 2010

Le carceri sono piene di immigrati

carcere I detenuti stranieri costituiscono una buon parte del totale: sono il 37,4% con differenze importanti da zona a zona. Nel Nord l’incidenza è particolarmente forte: si va dal 69,7% della Valle d’Aosta al 46,4% della Lombardia e in tutte le Regioni la percentuale si attesta sopra il 50%. Al Sud il dato è meno drammatico ma comunque rilevante: spicca il Lazio con il 40,9% e seguono le altre con percentuali che si aggirano nella media del 20-25%, fino alla Campania con il 13,1%.
È senz'altro vero che la popolazione carceraria è composta in maniera preponderante da stranieri soprattutto se in rapporto alla popolazione. È anche vero che bisogna analizzare i reati per i quali sono perseguiti per comprendere la loro effettiva pericolosità sociale.
Moltissimi immigrati finiscono in carcere per infrazioni legate alla loro condizione di clandestinità: sul totale delle denunce a carico di stranieri, infatti, quasi il 30% delle denunce è legato all’immigrazione clandestina. In particolare: trasgressione delle leggi in materia di immigrazione (14,7%), false dichiarazioni sull’identità (4,2%), resistenza a pubblico ufficiale (3,8%), falsità di privati in atti pubblici e atti falsi (3,4%). In questa rassegna non è ricompresa la nuova fattispecie di immigrazione clandestina (il ‘reato’ introdotto dal governo Berlusconi) che potrebbe aumentare di molto le statistiche.
Su un totale di circa 65mila detenuti, il 37%, è composto da immigrati provenienti per lo più dal Nord Africa, dalla Romania e dall’Albania. Più precisamente sono circa 4.333 i detenuti stranieri provenienti da paesi comunitari e 19.666 quelli da paesi extracomunitari. Negli istituti penitenziari del Nord la percentuale di detenuti stranieri oscilla tra il 60 e il 70% e in alcune carceri si arriva all’83% (Padova).
La motivazione dell’arresto degli stranieri è spesso legata a piccoli reati, per i quali è prevista una pena detentiva di breve durata, in alcuni casi inferiore a sette giorni, e alla mancata concessione di misure alternative alla pena detentiva, che – invece – sono usualmente concesse agli italiani.
Agli stranieri, infatti, proprio in ragione del loro status sociale e del loro mancato radicamento all’interno di una comunità territoriale, le forme alternative di esecuzione della pena previste dall’Ordinamento Penitenziario sono raramente applicate. Tuttavia, i dati forniti dallo stesso Ministero della Giustizia confermano che la mancata concessione delle misure alternative influisce negativamente sui comportamenti recidivanti dei condannati. In altri termini, sussiste un maggior numero di recidivi tra coloro che hanno dovuto scontare l’intera pena in carcere rispetto a quelli ai quali è stata concessa una misura alternativa per i quali, pertanto, è maggiormente facilitato il reinserimento nel tessuto sociale. Ciò vale per gli italiani e per gli stranieri.

Fonte articolo: «MANDIAMOLI A CASA», I LUOGHI COMUNI. Razzismo e pregiudizi: istruzioni per l'uso.
È un'iniziativa de La «banda» larga – www.ibandalarga.it

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