sabato 30 luglio 2011

Vegetarismo e allevamenti, ancora una volta

Un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 3 luglio, ha fatto nascere l'ennesima discussione, inutile e senza senso, tra chi difende e vorrebbe diffondere il vegetarismo e chi pensa che vada contro la lotta alla fame nel mondo.
Argomento dell'articolo del Corriere è una campagna dal titolo "la coscienza degli animali" promossa dal Ministro Brambilla e da vegetariani famosi come Veronesi e Hack.
Sui tre nomi sopra avrei molto da scrivere. La Brambilla cerca di apparire difensore degli animali ad ogni occasione, ma nessuno dimentichi che era proprietaria di un canile chiuso per maltrattamenti. Veronesi e Hack li ho criticati quando a sproposito sono intervenuti sul discorso nucleare, ambito nel quale il loro parere valeva quanto il mio. In questo caso, almeno Veronesi argomenta la sua scelta con la sua esperienza lavorativa e scientifica diretta: il consumo di carne è un fattore di rischio per i tumori.
La discussione della quale parlavo ad inizio articolo, si è innescata con l'articolo a firma di Dario Dongo su Il Fatto Alimentar, Il ministo Brambilla con Veronesi e Hack presentano un manifesto contro gli allevamenti: ingenuità o disinformazione?
Potrei invitarvi a rileggere i tanti articoli che ho scritto sull'argomento vegetarismo per farvi capire perchè la discussione è inutile. Mi limito a dire che le motivazioni per una scelta vegetariana sono molteplici e tra queste proprio per aiutare a combattere la fame nel mondo. Se persone come Dario Dongo pensano di risolvere la fame nel mondo con gli allevamenti e il consumo di carne, sbagliano tanto e basterebbe leggersi i rapporti annuali della FAO.
Ma poi, chi è Dario Dongo? Basta cercare su Internet e si trova velocemente il suo attuale lavoro: Responsabile legislativo giuridico nazionale e comunitario della Federalimentare . Ci leggo un leggero conflitto d'interessi e una forte motivazione ad andare contro l'iniziativa.

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