giovedì 8 dicembre 2011

Speriamo che Monti si ricordi del resto

Faccio fatica a parlare della manovra economica che il Governo Monti sta portando avanti.

Probabilmente, l'essere partiti dal punto più basso della recente storia italiana, creava aspettative di novità ben più differenti. Come se in Parlamento, a votare, non ci fossero più tutti quelli che ci hanno portato in questa situazione. Difficile dire se con un diverso Parlamento, Monti avrebbe proposto un'altra manovra economica, ma oggi questo c'è.
Quanto proposto da Monti può essere analizzato e commentato sotto diversi punti di vista.
Intanto quello che non c'è nella proposta.
Manca una tassa patrimoniale sui grandi patrimoni.
Manca la riduzione drastica delle spese militari.
Manca una maggiore equità: tutti devono pagare (Chiesa compresa), tutti devono pagare proporzionalmente alle proprie capacità.
Manca una vera riduzione agli sprechi nelle società parastatali.
Manca una spinta all'economia verso nuove tecnologie, professioni e produzioni.
Manca un ritorno alla legalità diffusa, ad esempio ripristinando il reato di falso in bilancio, destabilizzante per l'economia.
Manca una lotta decisa alla precarietà lavorativa.
Manca una decisa svolta dalle grandi opere alle piccole opere.
Per tutto quel che c'è rimando alla lettura dell'articolo di Tito Boeri e Fausto Panunzi: Molto rigore, poca equità e pochissima crescita.
C'è solo da sperare che questa manovra venga seguita a breve da altri interventi significativi e sperati. Intanto ha avuto il merito di fare abbassare di poco l'allarme economico europeo. Infatti è opinione di molti che questa sia stata una manovra economica europea, più che italiana.
Attendiamo e vedremo.

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