lunedì 13 febbraio 2012

Piste ciclabili da bocciare

Tra il fare qualcosa e farlo bene passa tutta la differenza tra un'amministratore pubblico che realizza opere solo per dire di averle fatte in campagna elettorale e un altro amministratore che realizza opere perchè siano utili nel tempo.
Un recente dossier sulle piste ciclabili di Milano evidenzia queste differenze. Il dossier  Il dossier CicloMilano è stato realizzato da Ciclobby e Actl con il sostegno della Fondazione Cariplo.

Nel dossier si parla di "lievi difformità", segnaletica inadeguata, anomalie e problemi di larghezza e curvatura. Il 65% delle piste non rispetta le norme con alcuni tratti pienamente fuorilegge e altri malfatti, sbagliati, da aggiustare. In pratica, il dossier arriva a classificare solo una corsia su due come utile, sicura e dunque consigliata, quasi il 30% dei percorsi va affrontato solo in caso di necessità e un buon 10% andrebbe sempre evitato.
Quali sono i peggiori difetti riscontrati? Corsie che terminano nel traffico, tronconi spezzati, carenza di protezioni e parcheggi bici.
E' un problema solo di Milano? Assolutamente no. Anzi, la presenza a Milano di quel 50% di piste agibili la rende migliore di altre città che neppure le hanno le piste ciclabili. Inoltre, a Milano si è redatto questo dossier, ma quante sarebbero le città che passerebbero l'esame se anche da loro si facesse un dossier?
Ad esempio nella Garbagnate Milanese in cui vivo, quasi la totalità delle piste ciclabili sarebbero bocciate da un tale dossier. Piste fatte con semplici strisce di colore a bordo strada e senza nessuna protezione. Piste non ben identificate sopra i marciapiedi. Piste che finiscono nel nulla.
Non basta fare se non lo si fa bene.

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