mercoledì 14 marzo 2012

Le nuove sporte e la nuova economia

E' passato più di un anno dalla messa al bando in Italia dei sacchetti di plastica.
La scelta italiana è stata seguita da altri paesi europei e c'è un po' di orgoglio nel fatto che alemno una volta siamo precursori su un fronte positivo.
Probabilmente ha aiutato il fatto che è italiana la società che ha fatto ricerca e sviluppo e quindi brevettato il sacchetto biodegradabile fatto con il mais: MaterBi di Novamont.

Ad oggi c'è però tanta confusione tra sacchetti biodegradabili e compostabili. Il mercato è stato invaso da sacchetti di plastica tradizionale arricchiti con additivi chimici spacciati per "bio" ma che in realtà sono inquinanti se usati per il compostaggio. L'uso di questi sacchetti rende di scarsa qualità il compostaggio fatto con la raccolta differenziata dell'umido.
Su questo fronte la legge italiana deve al più presto essere più precisa. Una maggiore distinzione non serve solo all'ambiente, ma all'economia italiana. Grazie all'avvento di nuove materie prime rinnovabili, alcuni vecchi poli chimici industriali si stanno e potranno convertirsi alla nuova produzione permettendo di non perdere campo anche in questa fetta di mercato e di non perdere posti di lavoro.
Una nota positiva, sociale ed economica, derivata dalla scelta del bando dei sacchetti di plastica, è il ritorno all'uso di sacchetti non usa e getta. Con il ritorno alla sporta di stoffa, si è sviluppata una creatività produttiva e di marketing che oggi è visibile in giro per le nostre città.

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