martedì 10 luglio 2007

Effetti collaterali

La maggiore domanda mondiale di biocarburanti potrebbe spingere al rialzo i prezzi di cereali, canna da zucchero, semi oleosi e oli vegetali. E’ quanto sostiene il rapporto congiunto di OCSE e FAO. I cambiamenti in atto nei mercati, rilevano le organizzazioni, “potrebbero mantenere relativamente alti, per tutto il prossimo decennio, i prezzi nominali di molti prodotti”, che, per “fattori transitori” come la siccità o la carenza di scorte, hanno già fatto registrare forti aumenti. Ma per l’aumento dei prezzi, si sottolinea, “il fattore più importante è l'impiego crescente di cereali, di canna da zucchero, di semi oleosi e di oli vegetali per la produzione di sostituti dei combustibili fossili, etanolo e biodiesel”. Questo provoca anche un aumento dei prezzi dei prodotti animali a causa dei costi più alti del foraggio animale. Questo, fa notare ancora il rapporto, potrebbe rappresentare un problema per i Paesi importatori netti di prodotti alimentari e per i poveri delle fasce urbane, oltre a tradursi in costi extra e redditi più bassi per gli agricoltori. Dalle due organizzazioni arriva quindi un’autorevole conferma dei possibili rischi legati alla produzione di biodiesel su larga scala in un mercato globalizzato, come è quello dei cereali e degli oli vegetali, e per di più distante e non tarato rispetto alle esigenze di biocarburanti dei luoghi di produzione e consumo. Dubbi già sollevati da organizzazioni ambientaliste e agricole e da personalità come Fidel Castro, il leader cubano che sull’argomento ha lanciato l’allarme in difesa dei paesi poveri. Secondo il rapporto, la produzione statunitense di etanolo da mais raddoppierà tra il 2006 e il 2016, mentre nell'Unione Europea l'ammontare di semi oleosi (soprattutto colza) passerà nello stesso periodo da 10 milioni di tonnellate a 21 milioni.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Ed i motori ad aria compressa? Se ne parla pochissimo. Da Repubblica, 6 giugno:
“ In India fra poco più di un anno, nell'agosto 2008, un grande gruppo automobilistico indiano, reduce da un ambizioso accordo strategico con la Fiat, metterà in commercio le prime seimila Citycat, macchine ad aria compressa capaci di andare a 100 km l'ora e a emissioni zero, neanche una molecola di anidride carbonica e di effetto serra. E l'India sarà solo il primo passo: ci sono già accordi per portare la Citycat in 12 altri paesi, fra cui Germania, Francia, Usa, Spagna, Brasile, Israele e Sud Africa...”

angela

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