Lasciate stare i cacciatori veri
Questa lettera l'ho letta sul giornale Metro e mi ha colpito perchè, per quanto dica delle cose che condivido sul legame tra l'essere contro la caccia e l'essere vegetariani, cerca di dare una giustificazione all'essere "cacciatori veri." In pratica, chi firma la lettera, distingue tra cacciatori veri e si spinge a definirli perfino ambientalisti e quelli non che non rispettano le leggi. Inoltre difende utilizza il classico metodo linguistico per cui: "se tu non sei coerente con le tue scelte non sei in diritto di criticare le mie". Naturlamente non condivido questo modo di difendersi.
Troppo facile attaccare i cacciatori! I veri cacciatori sono quelli che come me rispettano l’ambiente, che non cacciano specie protette.
La spesa per il rinnovo del permesso di caccia serve anche a ripopolare la fauna, cosa che non viene fatta e chissà dove finiscono i nostri soldi. Sul giornale giorni fa ho letto tanta ipocrisia. Vorrei vedere quanti di quelli che vanno contro la caccia poi mangiano carne! Se si fosse veramente coerenti e non degli ipocriti non dovreste più mangiare carne e pesce. E neanche uova, latte e formaggi! Ma è più facile prendersela con i cacciatori. DARIO.


2 commenti:
Sebbene i richiami alla coerenza facciano sempre bene, sarebbe curioso accettare lezioni da un cacciatore che, se anche rispetta la legge sulle specie protette, certo non caccia per mangiare carne, come acutamente rimprovera (gli basterebbe andare al supermercato)… ma semmai perché lo considera sport o divertimento o si nasconde dietro discutibili questioni di necessità ed equilibri ambientali o altro ancora…e direi che queste motivazioni non lo rendono migliore solo perché è coerente.
D’altra parte è giusto il richiamo alla coerenza. Probabilmente anche fra chi critica, giustamente, i cacciatori c’è chi poi va a quel famoso supermercato magari immaginandosi molto ingenuamente e superficialmente allevamenti di animali idilliaci e galline felici e ruspanti o più semplicemente se ne infischia o rifiuta di porsi domande…evitando la basilare questione etica e morale, oltre che egoisticamente, salutistica.
Speriamo che il cacciatore continui a chiedere coerenza a chi lo critica…domandi attraverso i giusti canali che vengano spesi i soldi per il ripopolamento faunistico…chieda il rispetto delle leggi ai suoi colleghi e che continui in genere a porsi domande…chissà che ciò non sia il preludio di una crisi di coscienza.
Evviva le domande …e le crisi di coscienza auspicabili…di tutti, cacciatori e non.
angela
Per legarmi a quanto detto da Angela, riferisco le dichiarazioni del presidente locale Federcaccia della zona di Varese, il quale nel suo ruolo da 35 anni lamenta ormai la difficoltà di essere cacciatore nella sua zona dove al costo elevato del patentino si aggiungono l'aumento delle zone a parco e di quelle urbanizzate. Quindi è più che vero che i cacciatori preferiscono aree più "naturali", che però scarseggiano sempre più.
Per quanto riguarda la coerenza, io ritengo di potere dire che se proprio dovessi essere costretto a maniare carne preferirei di gran lunga un animale cacciato da uno allevato in batteria. Un po' perchè penso che almeno per poco ha goduto della sua giusta libertà, un po' perchè non mi fido più di quello che viene dato da mangiare negli allevamenti.
Posta un commento