giovedì 16 ottobre 2008

Crisi economica senza guida

Economia in ginocchio, borse sotto il controllo degli speculatori, allargamento della forbice tra ricchi e poveri, materie prime sempre più scarse e costose disegnano uno scenario dove non è fantasioso vedere l’uscita dal caos almeno partendo dal mettere in discussione, non solo le regole, bensì la stessa direzione della crescita economica.
Pensavamo che dopo avere superato indenni la finanza creativa (nostrana non meno che statunitense) almeno si sarebbe tentato di adoperare il volante oltre che all´acceleratore.
L’economia continua a bruciare miliardi di dollari e di euro "virtuali" nelle borse planetarie e comincia ad intaccare seriemente quella che viene definita l´economia reale, si è arrivati a dire che non è questo il momento per occuparsi dell’ambiente (vedi posizione Giovani imprenditori di Confindustria, vedi Scajola, vedi Prestigiacomo ecc). Macché Protocollo di Kyoto; macché industria che si deve riorientare; macché energie rinnovabili; macché adattamento e lotta ai cambiamenti climatici: "qui non c’è tempo da perdere dietro queste sofisticazioni". Bisogna rimboccarsi le maniche e far ripartire la locomotiva della crescita a prescindere.
Con i soldi dei contribuenti (debito pubblico), ma dicendo loro che lo Stato non deve mettere il becco nel mercato e orientare alcunché.
Insomma, l’economia legata all’ambiente pare sia una invenzione e non un dato di fatto oggettivo, mentre il mercato sarebbe qualcosa di precedente all’uomo che va lasciato andare senza lacci e laccioli (con nuove regole, casomai, che lo facciano andare più spedito anche se non si sa dove). Come se il mercato fosse "naturale" e le materie prime "artificiali".

1 commenti:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails