venerdì 8 gennaio 2010

Siamo uomini o caporali?

Rimango sempre più senza parole nei confronti di comportamenti sconcertanti da parte di chi dovrebbe rappresentare gli italiani. Rimango senza parole e mi vergogno sempre più del Paese in cui vivo.
A Rosarno un paio di deficienti, al pari di quello che ha colpito Berlusconi, decidono di sparare pallini contro extracomunitari nordafricani che sopravvivono nella povertà e nello sfruttamento da decenni. Gli extracomunitari non ne possono più, provati dagli stenti e dalle loro 14 ore giornaliere di lavoro nei campi che producono alimenti per gli italiani che comprano nei mercati, allora improvvisano una vivace protesta per le strade di Rosarno. Il giorno dopo, la spropositata reazione dei cittadini di Rosarno, parte dei quali vivono dello sfruttamento di questi schiavi dell'economia italiana, si rivoltano contro extracomunitari e forze dell'ordine. Chiedono a gran voce che se ne vadano. Mi piacerebbe sapere chi andrà a lavorare in nero nei campi e dove guadagneranno i vari caporali.
Quale sarebbe la reazione di un Paese civile in una situazione del genere? Denunciare l'illegalità del lavoro nero e dello sfruttamento di proprietari terrieri senza scrupoli?
No. L'Italia, a nome del suo rappresentante Ministro dell'Interno Maroni risponde: "Tollerata una immigrazione clandestina che alimenta la criminalità e genera situazioni di forte degrado".
Cose del genere mi fanno sembrare di vivere dal vivo i peggiori anni '50 e '60 del Stati Uniti, con la Lega Nord che sembra sempre più il Ku Klux Klan, i nordafricani che raccolgono i nostri pomodori olive e arance come quelli che raccoglievano cotone e gli italiani divisi tra sfruttatori e indifferenti che fingono di non sapere cosa ci sta dietro quello che comprano al mercato. Però tutti daccordo a seguire il pifferaio Zaia nelle sue crociate contro i prodotti cinesi.
Invece di condannare chi si è sentito libero di poter sparare contro cittadini stranieri, denunciare le condizioni di semi-schiavitù in cui vivono e lavorano migliaia di persone indispensabili ad interi settori dell’economia italiana, Maroni denuncia addirittura "troppa tolleranza con i clandestini" e individua nella clandestinità la causa di criminalità e degrado.
Quello che sta succedendo è invece il risultato della tolleranza rispetto a continue violazioni di diritti fondamentali e rispetto a condizioni di sfruttamento e discriminazione. Le persone che arrivano in Italia, invece di trovare standard minimi di accoglienza, vivono in situazioni di violenza alla quale, in questo caso a Rosarno, hanno deciso di reagire.
Si può solo sperare nella reazione della società civile, nelle associazioni, nei singoli cittadini, in parte della politica perchè si affronti il problema non come semplice ordine pubblico, ma un problema di legalità da parte di tutti, di diritti civili e internazionali e di organizzazione della società.
Io resta ancora in attesa di un Martin Luther King e di un John F. Kennedy dei nostri giorni.



1 commenti:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails