martedì 6 marzo 2012

Questa politica non fa per me

Due fatti di cronaca politica di questi giorni mi danno conferma delle mie recenti scelte: quella di uscire dal Partito Democratico e quella di non avvicinarmi a movimenti come il 5 Stelle di Grillo.

Il PD vince qua e la primarie in medio piccoli comuni con propri rappresentanti, ma perde clamorosamente le primarie nelle grandi città, per ultima Palermo. Però non è una questione di vittoria o sconfitta, ma di metodo e gestione.
Sull'argomento riporto due articoli che meglio descrivono il mio pensiero e che mettono una definitiva croce sulla mia futura appartenenza a partiti "tradizionali".
Civati (membro della direziona nazionale) scrive: La ridotta dei partiti nazionali.

Lerner (simpatizzante del PD) scrive: Bersani, dall'alto non ci tieni più insieme.
Nel Movimento 5 Stelle in questi giorni accade qualcosa che segnerà una svolta, un precedente. Grillo espelle dal movimento un suo consigliere regionale. Anche in questo caso, come ho sempre scritto, è una questione di metodo quella che mi lascia lontano dal movimento, ma non solo. Di fatto, il movimento 5 Stelle è un movimento padronale dove col cavolo che "uno vale uno".
Anche in questo caso riporto due articoli che interessanti sull'argomento e che sono piuttosto vicini al mio pensiero.
Su Linkiesta viene riportato il fatto di cronoca: Beppe Grillo estrae il cartellino rosso, primo espulso dal Movimento 5 Stelle.
Gilioli riporta alcuni commenti di simpatizzanti del movimenti al post di Grillo e fa le sue considerazioni da me condivise: Il metodo Grillo, le tessere, le primarie. Unico appunto, non credo che le primarie siano la soluzione. La soluzione potrebbe essere quella di mettere in pratica la vera capacità di coinvolgimento, professionalità, partecipazione di quella che dovrebbe essere una comunità di individui con gli stessi obiettivi. In una comunità del genere non dovrebbe esserci nessuno che si autoreferenzi per diventare leader. Purtroppo siamo fin troppo assuefatti dal bisogno di leader che si prendano carico di scelte che dovremmo fare personalmente e non delegare continuamente. Un cambiamento in tal senso è difficile e intanto i soliti pochi decideranno per conto di tutti alla guida di partiti simil democratici, partiti monocratici, movimenti padronali e liste civiche ad esclusivo scopo elettorale.

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