venerdì 21 settembre 2007

Pratiche commerciali scorrette

Era davvero ora, ma è meglio tardi che mai. Da oggi 21 settembre, quando entrerà in vigore in Italia la Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali (già recepita con d.lgs 2 agosto 2007 nr. 146), saremo forse più tutelati dalle pubblicità ingannevoli, dagli operatori disonesti, scorretti o aggressivi. Rientrare a casa la sera, ci auguriamo, potrebbe essere più sereno. Infatti, se la normativa sarà applicata in modo efficace, non potremo essere più disturbati da continue telefonate invasive, che pubblicizzano le offerte del tal operatore telefonico o le ultime novità della linea ADSL (peraltro già vietate se senza il consenso dell'interessato, secondo un pronunciamento del garante della Privacy dello scorso settembre). Ma il sollievo non si esaurisce qui. Le nuove tutele riguardano anche la vendita porta a porta e quella online, anche attraverso siti stranieri. Sono tanti i divieti previsti. Oltre ai vincoli che riguardano le sollecitazioni commerciali per telefono, posta elettronica e il porta a porta, non si potrà più fare leva direttamente sui bambini per stimolarli a convincere gli adulti ad acquistare i prodotti reclamizzati; ma neppure lasciare intendere che acquistando un prodotto si riceva in automatico un regalo in premio; o presentare come un'offerta speciale un diritto riconosciuto per legge ai consumatori; e neppure tacere i costi di spedizione nel presentare un'offerta apparentemente gratuita di un prodotto; sarà vietato dare informazioni non veritiere sui prezzi di mercato, sulla qualità del prodotto o sulle sue proprietà curative. Insomma, saranno sanzionabili tutti i comportamenti che condizionano il consumatore, spingendolo verso scelte economiche che non avrebbe fatto senza la condotta scorretta del commerciante.
Per applicare la normativa vengono rafforzate le competenze dell'Autorità garante della Concorrenza e del mercato. In particolare è previsto l'aumento delle sanzioni: multe da 5.000 a 500.000 euro, e non inferiori a 50 mila euro se si mette in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori soprattutto i minori.
Il successo della normativa si gioca sull'efficacia e sulla tempestività, finora due chimere. L'Antitrust dovrà intervenire prima che il messaggio pubblicitario scorretto abbia già provocato gli effetti dannosi che si intende scongiurare, come purtroppo di solito avviene.

Fonte: Altroconsumo

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