giovedì 20 settembre 2007

Esagerazioni di Beppe Grillo

Riguardo il clima che in Italia si sta creando sul dopo V-Day organizzato da Beppe Grillo e dai comitati locali a lui vicini, vorrei ribadire quanto ho sostenuto sulle proposte del V-Day e, riportando alcune dichiarazioni ufficiali, affermare che una iniziativa giusta stia diventando una esagerazione anche nei comportamenti e nella mancanza di rispetto. Per me il rispetto è uno dei valori che non dovrebbero mai mancare nelle persone che si definiscono civili e democratiche.
Su Repubblica leggo: Dopo l'allarme sul clima pericoloso lanciato dal capo dello Stato e la caduta di stile di Beppe Grillo con l'ennesimo attacco al premier che ha definito "Prodi-Alzheimer", anche Carlo Azeglio Ciampi ha contestato le affermazioni del comico genovese promotore del V-Day e la preoccupante deriva nell'antipolitica. "Non voglio entrare nel merito della questione, dico solo che la politica si deve fare soprattutto nell'alveo delle istituzioni" ha detto l'ex Presidente della Repubblica e senatore a vita intervenendo sul movimento di Beppe Grillo. Ciampi ha risposto ai cronisti stamani ad Assisi, dove ha ricevuto il premio internazionale per l'ambiente "San Francesco-Cantico delle creature".
Condivido in pieno. Il rischio di trasformare un movimento, che cerca di rendere le istituzioni più democratiche, in un movimento che spinge all'anarchia è forte se non si è capaci di tenere a freno la lingua e non demonizzare del tutto le istituzioni. Un conto è riformare, un'altro è eliminare.
Per gli stessi motivi (frenare la lingua), non condivido affatto quanto afferma il direttore del tg2 Mauro Mazza. Sempre da Repubblica: Decisamente contrario al tono usato dal comico genovese anche il direttore del Tg2 Mauro Mazza che, in un editoriale video, si è domandato "cosa accadrebbe se un mattino qualcuno ascoltati quegli insulti contro tizio e contro caio premesse il grilletto? Va avanti a colpi di insulti personali, accuse terribili, male parole", ha esordito il direttore del Tg2 in chiusura della pagina dedicata all'antipolitica nell'edizione delle 13. "E' il fenomeno Beppe Grillo, non a caso esploso con un colossale 'vaffa' con molti destinatari. Neoqualunquismo hanno detto in tanti, forse anche per esorcizzare il pericolo. Ma cosa accaddrebbe - si è poi chiesto Mazza - se un giorno all'improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto? Cosa succederebbe se la farsa si trasformasse in tragedia?"
E sempre per gli stessi motivi concordo l'indignazione di quanti non hanno approvato le eagerazioni di Beppe Grillo: "Quella di Alzheimer non è una malattia da ridere. Una mancanza totale di rispetto". Rispondono con un misto di fastidio e indignazione Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia e Daniele Mei, neurologo, quotidianamente alle prese con una malattia che solo in Italia colpisce 500 mila persone. "Una battuta pesante - dice Gabriella Salvini Porro - che oltretutto arriva alla vigilia della Giornata mondiale Alzheimer (il 21 settembre). Ormai si usa questo termine in senso dispregiativo, come prima si usava demente. Già i malati e le famiglie sono disperate, inoltre sentono usare così questa parola...".

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Quanto è facile far denaro e acquistare sempre maggiore visibilità, sentirsi onnipotenti, solleticando la pancia delle persone! Quello che mi meraviglia, ma nemmeno tanto in epoca di così diffuso rimbecillimento mediatico, è il bisogno di avere chi mi dice cosa pensare, come, quando e perché.

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