martedì 26 febbraio 2008

I tessuti sostituiscono gli animali nei test

La notizia dei ricercatori tedeschi dell’Istituto Fraunhofer di tossicologia e medicina sperimentale lascia ben sperare: sono in corso gli esami di metodi alternativi alla sperimentazione di massa sugli animali degli allergeni che vengono assorbiti per inalazione.
Armin Braun, direttore del progetto, illustra la via alternativa alla somministrazione di sostanze chimiche agli animali vivi per verificarne il rischio allergenico. Per gli esperimenti non saranno più sacrificati lo stesso numero di animali perché i campioni di tessuto polmonare prelevati vengono tagliato in parti sottilissime denominate PCLS acronimo di precision-cut lung slices.
La sostanza chimica da testare viene applicata solo in queste parti ed in seguito si testa per valutare la reazione del tessuto. L’utilizzo di microscopi permette di vedere intere sezioni di tessuto constatando le potenziali interazioni fra le cellule e il sistema immunitario, simili a quelle che si verificherebbero durante la risposta immunitaria di un organismo.
Il metodo PCLS comporta ancora la morte di animali, ma i test in vitro, effettuati in un contenitore di coltura, richiedono l’utilizzo di un numero molto inferiore di cavie. Effettuare i test dei potenziali allergeni al livello delle cellule polmonari o epiteliali umane, delle cellule dendritiche e delle cellule T, i ricercatori dell’Istituto Fraunhofer sperano di riuscire a prevedere con maggiore precisione il rischio allergenico delle sostanze chimiche.
Lo sviluppo di questa tecnica auspica l’impiego nell’industria cosmetica, tessile e farmaceutica, almeno per limitare gli effetti del “protocollo” che prevede la soppressione delle cavie (anche sopravvissute) alla fine dei test.

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