mercoledì 7 maggio 2008

La bolletta che non c’è

Guardiamoci intorno, ma per una volta cercando di essere davvero consapevoli di ciò che ci passa sotto gli occhi. Libri, carta regalo, notes, giornali, tovagliolini, scatole, carta igienica o per la cucina, calendari, agende, fazzoletti e così via: montagne di carta invadono la nostra casa. E' quindi molto importante sia sceglierla ecologica (riciclata o ottenuta da coltivazioni certificate) sia smaltirla correttamente per poterla riutilizzare come materia prima “seconda”, salvando la vita a tanti alberi. Ma c’è una domanda “a monte” di questi nostri comportamenti potenzialmente più o meno ecologici: quanta di questa carta effettivamente ci serve?
Basta focalizzarsi sulla cassetta della posta. Giorno dopo giorno, viene intasata da decine di fogli di ogni tipo, e la pubblicità – in genere non richiesta – ne è la quota più significativa. Si va dai semplici foglietti della pizza a domicilio ai patinatissimi libretti di negozi di mobili, passando per gli ingombranti fogliettoni con le offerte dei supermercati. Provate a conservare tutte queste cartacce per una settimana e poi pesatele... Su questo fronte possiamo farci poco, al massimo mettere fuori dal portone una cassetta condominiale da cui attingere se interessati.
Ma lo stesso non vale per il resto della posta, per lo più bollette ed estratti conto bancari. È qui che possiamo davvero fare qualcosa e dare un taglio agli sprechi. Luce, gas, telefono, banca, carte di credito eccetera: tutte comunicazioni importanti, anche perché incidono direttamente sulle nostre finanze. Comunicazioni che vanno non solo controllate ma anche conservate per qualche anno, dal momento che fanno fede per eventuali contestazioni. Ma è davvero necessario avere ogni mese o bimestre tra le mani quattro o cinque fogli (di cui solo uno con informazioni utili) per ogni utenza? Fasci di carta che riempiono cassetti e faldoni fino al giorno in cui, presi dalla disperazione, buttiamo tutto.
Per fortuna c’è una via d’uscita: il conto elettronico. Magari non è indicato per il pensionato o gli irriducibili nemici del computer. Ma per tutti gli altri, e stiamo parlando di milioni di persone, rinunciare agli estratti conto cartacei è oggi una possibilità a portata di mouse. Sono infatti sempre di più le aziende che offrono la scelta tra conto cartaceo ed elettronico, anche incentivando l’uso di quest’ultimo con concorsi ed agevolazioni. I vantaggi sono innumerevoli: tanta carta risparmiata, tanti trasporti inquinanti evitati, le spese di spedizione – che paghiamo noi – cancellate, fine degli archivi polverosi. Svantaggi? Nessuno. Una mail avvisa che l’estratto conto è disponibile on line, in una pagina cui possiamo accedere con una password e dove rimane archiviato; possiamo consultarlo o eventualmente stamparlo (magari solo per la parte che ci interessa); il pagamento si può effettuare sempre via internet, o alle ricevitorie e ai bancomat abilitati.
Una recente ricerca del CNR ha quantificato in 12.000 ettari il risparmio (per difetto) di foresta che si avrebbe sostituendo negli uffici un documento su cinque con un equivalente digitale: ovvero sei milioni di alberi salvati e 900.000tonnellate di emissioni di CO2 evitate.

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