venerdì 24 settembre 2010

Cedolare secca si o no?

A partire dal 1° gennaio 2011 entrerà in vigore la cosiddetta cedolare secca sui canoni di locazione da conferire ai Comuni in cui gli immobili si trovano.
Interesserà tutti quelli che percepiscono redditi da locazione di immobili e che oggi inseriscono questi redditi nella dichiarazione annuale pagandoci sopra l'Irpef, più le addizionali regionali e comunali. Questi potranno scegliere in autonomia se continuare come oggi o passare al pagamento della cedolare secca del 20% sull'affitto. Questa seconda scelta prevede anche l'eliminazione del pagamento dell'imposta di registro del 2%.
Per la quasi totalità dei contribuenti la cedolare secca risulta conveniente, ma per le casse pubbliche risulterà in un minore incasso da bilanciare.
Ci sarebbe un aumento di incassi per i Comuni che bilancia l'eliminazione dell'ICI, ma il minore reddito dichiarato porterebbe una diminuzione delle addizionali comunali incassate.
Secondo calcoli della Banca d'Italia, l'introito del 20% non basterebbe a compensare le diminuzioni delle altre voci, Irpef e addizionali regionali per prime. Il Governo pensa all'emersione dell'evasione fiscale dei canoni di locazione favorita dalla maggiore convenienza, ma come la storia insegna, l'emersione è sempre inferiore alle attese perchè chi evade lo fa spesso per principio.
Inoltre, sempre secondo la Banca d'Italia, il riequilibrio si potrebbe ottenere solo se si recuperano canoni di locazione non dichiarati pari al 78% di quelli già noti. Obiettivo improbabile contando che anche i controlli fiscali saranno più complicati.

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