martedì 7 settembre 2010

Un mondo senza carne è possibile

allevamento bovini Come spesso accade in questi casi, la superficialità con la quale vengono affrontati certi temi, fa regredire i quotidiani a settimanali di gossip. Si buttano in poche righe degli slogan che dovrebbero racchiudere intere discussioni in poche parole.
L'articolo in questione ("Un mondo senza carne? Non è detto sia più pulito"), parte come spunto da uno slogan affibiato agli ambientalisti: "Meno carne, meno riscaldamento globale", affermando che "alcuni" ne sono convinti. Direi che non sono alcuni che ne sono convinti, ma tutti, perfino i non ambientalisti e vegetariani.
L'articolo cerca però di valutare cosa accadrebbe se gli uomini togliessero la carne dalla loro dieta. Apparentemente ci sarebbero delle ricadute importanti e drammatiche, pur confermando che i benefici per l'ambiente sarebbero notevoli. Vediamole queste ricadute.
Queste la sintesi delle motivazioni ambientali a favore dell'eliminazione del consumo di carne: "Secondo la Fao, nel 2008 il mondo ha consumato 280 milioni di tonnellate di carne, 700 milioni di tonnellate di latte e 1,2 miliardi di uova e ciò ha significato un enorme costo per l'ambiente. L'agricoltura necessaria per allevare gli animali, infatti, è la prima imputata per tali danni: basti pensare all'acqua necessaria per l'irrigazione, all'uso dei combustibili per i trattori, ai pesticidi e ai fertilizzanti immessi nei suoli che causano l'eutrofizzazione dei laghi. E del grano che si produce nel mondo per allevare gli animali solo il 10% si converte realmente in carne, latte o uova: il resto serve per nutrire l'animale durante la sua vita. Ci sono poi le conseguenze legate al trasporto della carne che richiede ulteriori grandi quantità di combustibili fossili. Oltre al fatto che l'uso degli antibiotici nell'allevamento del bestiame rende i batteri più resistenti ad essi quando interessano l'uomo. E gli animali da allevamento sono la causa prima dell'erosione dei suoli a causa del loro calpestio. Altri esempi negativi? L'immissione di metano (importante gas serra) nell'atmosfera emessa dagli animali da allevamento e la distruzione delle foreste per far posto alle terre per gli animali. Sembrerebbe davvero, dunque, che un mondo senza allevamenti sarebbe davvero più verde".
Poi si passa alle problematiche.
"Se si decidesse realmente che l'uomo debba togliere dalla sua dieta la carne, questo dovrebbe valere indifferentemente in tutto il mondo". E chi lo dice? Perchè non si può avere un cambiamento economico e culturale graduale?
"Un grosso errore poi, lo si farebbe se si eliminassero i maiali e i polli che non hanno bisogno di grano. I maiali sono una vera pattumiera dell'uomo moderno. Noi diamo loro i nostri avanzi e loro ci restituiscono carne". Proprio uno scambio equo direi. Chiediamolo ad un maiale se è proprio contento di darci la sua carne per farci da pattumiera della differenziata. "Un vantaggio che un mondo senza carne non avrebbe in alcun modo". Un vantaggio? Perchè siamo incapaci di smaltire il rifiuto umido? Lo sa l'autore che esiste il compostaggio e sarebbe utile fertilizzare i campi? "Purtroppo oggi anche ad essi vengono dati cereali, commettendo un grave errore di sostenibilità". Appunto.
"Senza allevamenti si avrebbe un deficit non indifferente per quel che riguarda i sottoprodotti di origine animale. Un mondo senza carne non avrebbe a disposizione circa 11 milioni di tonnellate di cuoio e 2 milioni di tonnellate di lana e ciò vorrebbe dire sostituire i materiali che si fanno con essi con materiale per lo più derivato da combustibili fossili producendo ulteriore anidride carbonica". A parte che per avere la lana non si deve uccidere l'animale, del cuoio se ne può fare a meno (come faccio io) ed esistono alternative vegetali per realizzare gli stessi prodotti. "La mancanza di animali vuol anche dire un minor uso di fertilizzanti di origine animale, ossia di letame e questo implicherebbe un maggior uso di fertilizzanti artificiali". Anche in questo caso non c'è un fondamento dimostrato. L'uso del compostaggio potrebbe benissimo sostituire l'uso del letame come fertilizzante.
"Un mondo senza animali vorrebbe dire anche un mondo senza latte, perché non si può produrre latte senza carne". Questo è vero solo per gli allevamenti intensivi dove le vacche vengono spremute e fatte morire con 10 anni di anticipo per produrre l'inverosimile e poi pagare multe per sovraproduzione. "Le vacche da latte devono partorire ogni anno per produrre latte e solo la metà delle progenie è femmina. Cosa si dovrebbe fare dei maschi? Ucciderli appena nati? Sarebbe un mondo più ecologico questo?" Perchè, oggi si fa diversamente?
"Un mondo utopico senza allevamenti è ancora di là da venire. E' più corretto chiedersi quanta carne si vuole produrre e come la si vuole produrre, piuttosto che volerla far scomparire del tutto. I migliori allevamenti del futuro sono quelli ad alta intensità, che in altre parole vuol dire dimenticarci i bovini e le pecore che pascolano su bucolici prati di montagna. Gli animali al pascolo infatti, bruciano una grande quantità di energia a danno della produzione della carne e crescono più lentamente rispetto ad animali allevati in stalla, inoltre emettono più metano durante la loro esistenza. Una vacca libera emette circa 50 kg di metano all'anno, contro i 26 kg emessi da una allevata in stalla". Argomentazione con etica pari allo zero.
"In questo quadro complesso resta un dato: è comunque giusto che il mondo ricco riduca di molto l'uso della carne per il proprio sostentamento". Accontentiamoci di poco.
Comunque l'argomentazione proposta affronta il problema esclusivamente dal punto di vista ambientale ed economico senza neppure sfiorare l'etica animalista.

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