giovedì 9 dicembre 2010

Questa non è Politica!

Questi giorni che precedono il voto sulla fiducia al Governo Berlusconi e il Natale 2010, stanno diventando simbolo del malcostume della politica italiana e dei problemi interni del Partito Democratico.
Il calciomercato si riapre a gennaio, ma il mercato dei voti si è aperto in anticipo. In Parlamento, gli uomini di Belrusconi sono alla caccia di deputati e senatori con le finanze in rosso per poter chiedere il voto di fiducia in cambio di consulenze milionarie. Tutto questo al di fuori dei partiti di appartenenza, dei programmi elettorali, di qualunque etica. Un vero e proprio mercato che fa decadere l'Italia al livello di Repubblica delle banane. Uno schifo agli occhi di tutti.
Nel frattempo, mentre al centro l'UDC non si capisce a chi vuole vendersi e Montezemolo lancia il suo movimento, Fini e i suoi fidati confermano la possibilità di votare la fiducia ad un nuovo Governo Berlusconi. Nessuno scandalo, infatti la posizione dei finiani è sempre stata questa: un rimpasto e amici come prima.
Come al solito, chi non ha capito che sarebbe finita così sono i soliti "strateghi" per i quali qualunque mezzo va bene per i loro scopi, pure allearsi con Fini. Per mesi abbiamo sentito voci di possibili governi di transizione tra PD, UDC e FLI. Corteggiamenti, cene e riunioni che hanno avuto come unico esito l'allantonamento dal PD di qualche altro migliaio di elettori. Ancora una volta.
Matteo Renzi, Sindaco di Firenze e organizzatore di Prossima Italia, si fa ricevere da Berlusconi nella sua residenza privata di Arcore per discutere dei problemi di Firenze. Secondo il mio parere ha sbagliato ad assecondare il malcostume di Berlusconi di mischiare privato ed istituzione.
Ma ancor di più ha sbagliato Bersani. Ha sbagliato nell'assecondare gli strateghi dell'alleanza con Fini. Ha sbagliato nell'esagerare con le critiche allo sbaglio di Renzi. Ha sbagliato nel dichiarare che i "rottamatori" dovrebbero prima ottenere il consenso e non auto dichiararsi bravi. A parte il fatto che si sta parlando di sindaci, consiglieri regionali ed europarlamentari, l'unica certezza è data dall'incapacità dei dirigenti attuali di avere una propria Politica che non dipenda da altri.
Se questa è la politica dei "professionisti" o esperti, meglio quella dei "neofiti" che almeno hanno la coerenza e la certezza delle proprie idee come valori della Politica di cui l'Italia ha bisogno. La mancanza di coerenza, certezza e soluzioni sostenibili e di lungo periodo, portano la Politica italiana (e gli elettori) verso il populismo di vari movimenti che forniscono immediate risposte a singoli problemi, ne più ne meno quello che fornisce la Lega Nord.
A differenza di altri, nutro ancora la speranza che non sia troppo tardi, ma ne resta poca: Exit Pippo.

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